Cervello e Linguaggio


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Il ruolo dell'emisfero destro

Organizzazione Cerebrale

È stato chiarito che la maggior parte delle funzioni linguistiche sono svolte dall'emisfero sinistro nel 97% della popolazione e che tuttavia, in circostanze speciali (come lesioni in età infantile o emisferectomia), l'emisfero destro è in grado in una certa misura di farsi carico dei compiti linguistici. Bisogna però tenere anche conto del fatto che l'emisfero destro ricopre un ruolo in alcune componenti del linguaggio anche nei soggetti normali.
Lesioni all'emisfero sinistro causano difficoltà linguistiche, ma il soggetto rimane sostanzialmente lo stesso. Nel caso di danni all'emisfero destro, invece, i soggetti sembrano diversi, mostrano disinteresse nella cura della persona e del modo di vestire e dai loro volti traspare una sorta di apatia; appaiono disinteressati alla conversazione se stanno ascoltando e quando invece sono loro a dover parlare presentano un comportamento del tutto inopportuno: passano da un argomento all'altro senza alcuna connessione, si esprimono in maniera incongrua all'ambiente sociale e scherzano su argomenti completamente fuori luogo. Se le capacità "tecniche" relative del linguaggio rimangono quindi alterate, gli aspetti sociali della comunicazione ne risultano comunque danneggiati.
In primo luogo i soggetti destrolesi manifestano problemi per quanto riguarda intonazione e prosodia . Esistono aspetti di ciascuna lingua in cui la prosodia assume un ruolo grammaticale fondamentale: ad esempio, in quasi tutte le lingue del mondo viene utilizzato il tono per distinguere le affermazioni dalle domande. I pazienti con lesioni anteriori dell'emisfero destro sembrano incapaci di produrre un'intonazione adeguata durante la produzione del discorso, mentre quelli con lesioni posteriori incontrano maggiori difficoltà nell'interpretare i discorsi altrui (ciò mostra una certa simmetria con l'emisfero sinistro: le aree anteriori sono responsabili della produzione, mentre le posteriori sono legate all'elaborazione). Oltre ad essere importante grammaticalmente, però, la percezione della prosodia è anche indispensabile per un'idonea partecipazione emotiva a tutte le nostre conversazioni. Alcuni esperimenti di ascolto dicotico mostrano che le emozioni trasmesse attraverso l'intonazione vengono percepite più efficientemente se presentati all'orecchio sinistro (quindi all'emisfero destro).
Attraverso lo studio di alcuni soggetti commissurotomizzati sono state osservate anche delle conoscenze lessicali localizzate nell'emisfero destro. Presentando ai pazienti parole scritte nel campo visivo sinistro, è stato possibile osservare che, sebbene questi non riuscissero a pronunciare il termine ad alta voce, erano in grado di indicare un'immagine che raffigurava quanto rappresentato dalla parola, specialmente se si trattava di oggetti concreti. Un altro tipo di esperimento è quello condotto dallo studioso Joanette. Durante l'esecuzione di un test, viene chiesto ai pazienti di pronunciare il maggior numero possibile di parole in due minuti con due diverse condizioni: che i termini inizino tutti con la stessa lettera (verificando così l'accesso alla terminologia in base alla forma della parola) o che appartengano alla stessa categoria semantica. Joanette poté notare che i pazienti con lesioni al lato destro del cervello ottenevano risultati molto simili a quelli dei soggetti normali nella variante formale del test, mentre dopo i primi trenta secondi incontravano serie difficoltà nella variante semantica. Queste osservazioni hanno portato a concludere che l'emisfero destro è coinvolto nell'accesso lessicale per quel che riguarda il significato, mentre non interviene nei processi legati alla forma. Un ulteriore studio (Bloom e altri) ha evidenziato che i destrolesi manifestano difficoltà nella scelta lessicale durante il racconto di una storia, in quanto scelgono termini con minore carico emotivo rispetto a chi dispone di entrambi gli emisferi.
Un piccolo ruolo dell'emisfero destro è stato dimostrato anche in relazione alle proprietà strutturali degli enunciati, specialmente per quanto riguarda il riconoscimento dell'ambiguità di alcune frasi. Ad esempio, in una frase come "Anna ha colpito l'uomo col cappello", un soggetto normale è in grado di riconoscere che "col cappello" può essere riferito sia allo strumento con cui Anna colpisce l'uomo (complemento di mezzo) che alla caratteristica fisica dell'uomo colpito da Anna (ovvero che indossa un cappello). Chi ha lesioni all'emisfero destro non riesce a cogliere entrambi i significati.
L'aspetto del linguaggio che maggiormente coinvolge l'emisfero destro è l'organizzazione del discorso. Il fatto che le abilità linguistiche "tecniche" nei destrolesi rimangano pressoché intatte permette loro di costruire enunciati perfetti; incontrano invece difficoltà quando si tratta di legare i diversi enunciati tra loro e di organizzare un discorso coerente.
Altri aspetti che risultano compromessi sono la scelta e il mantenimento di un adeguato livello di formalità lessicale e sintattica. La spiegazione dell'inadeguatezza dei discorsi dei destrolesi è che le lesioni alterano la loro capacità di intuire ciò che pensano gli altri interlocutori: questa abilità prende il nome di "Teoria della Mente" ed è basata sull'idea che, dopo una certa età, i bambini acquisiscano un'alta sensibilità nell'intuire ciò che gli altri conoscono e non conoscono. Se viene meno quest'abilità, la comunicazione viene inevitabilmente compromessa.
Un'ultima facoltà pregiudicata da lesioni all'emisfero destro è quella dell'interpretazione non letterale degli enunciati. Ne derivano grandi difficoltà nel comprendere umorismo e sarcasmo, ma anche gli aspetti connotativi e metaforici delle parole, dato che viene interpretato solo l'aspetto letterale della parola. Ad ogni modo, nonostante molti test abbiano confermato che i destrolesi, nel dover individuare il significato di un termine con più accezioni, scelgano sempre quello letterale, se sottoposti a test di innesco riescono ad accedere anche agli altri significati. Questo dimostra che il loro, più che un problema di conoscenza degli altri significati, è un problema di applicazione di tale conoscenza.
Le informazioni ricavate dall'esame di pazienti destrolesi sono confermate dagli studi di imaging, che mostrano attività nelle aree cerebrali dell'emisfero destro durante l'esecuzione di compiti verbali legati all'aspetto emozionale, connotativo, o contestuale. La PET ha mostrato inoltre che le aree attivate sono: nel caso di espressione di giudizi e risposte attive, la 44 di Brodmann nel lobo frontale; nel caso di processi legati all'elaborazione sensoriale la 22 del lobo temporale (ossia le corrispondenti nell'emisfero destro delle aree di Broca e Wernicke a sinistra).
Gli aspetti legati all'emisfero destro sono quasi totalmente extralinguistici: riguardano il tono, l'espressione delle emozioni, l'umorismo, il sarcasmo, i significati connotativi. Dobbiamo quindi considerare che, nonostante da un punto di vista formale i danni provocati da lesioni all'emisfero destro siano di entità minore, causano alterazioni emotive e comportamenti inopportuni che, nella maggior parte dei casi, portano purtroppo all'isolamento sociale.


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